SPORT E ORATORIO: IL LABORATORIO DEI TALENTI

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Foto-Sport-e-Oratorio-9-aprile-2014 2Don Alessio Albertini e Giacomo Abate ospiti della Virtus

Lo scorso 9 aprile presso l’Oratorio Don Giovanni Frigieri della Parrocchia di San Prospero si è concluso il percorso formativo per genitori organizzato dalla nostra polisportiva. Don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico del CSI nazionale, e Giacomo Abate, coordinatore area formazione del CSI Emilia Romagna, hanno sviluppato un tema storico ma quanto mai attuale ovvero l’attività sportiva in Oratorio alla luce della nota pastorale “Il Laboratorio dei Talenti”, pubblicata nel 2013.

I relatori sono partiti da una definizione del laboratorio di talenti in contrapposizione con la “fabbrica dei campioni” (titolo di un libro recente edito da Il sole 24 ore). È stata evidenziata la necessità di riconoscere le peculiarità del modello di Oratorio promosso dalla CEI e cioè un ambiente capace di tradurre la ben nota Parabola dei Talenti di Gesù, che sappia sviluppare al massimo il potenziale di ciascun individuo indicando l’unicità di ogni persona in quanto sempre e comunque espressione di ricchezze, abilità e capacità.

Nel laboratorio dei talenti non esistono bravi e meno bravi -a differenza della fabbrica dei campioni estremamente selettiva- ma trovano “abitazione” tutte le persone, ragazzi in particolare, perché le naturali differenze sono realmente vissute come opportunità, perché ad ognuno viene data la possibilità di maturare attraverso le proprie “bellezze”.

Se quindi l’obiettivo di un Oratorio è quello di tirare fuori il meglio di ognuno, allora lo sport può essere certamente un aiuto, una stampella preziosa. In quest’ottica allora, anche nella gestione dell’attività sportiva “non può esistere la cultura dello scarto, o per usare un termine caro a Papa Francesco in ambito economico: la cultura dell’avanzo. Siccome mi avanza lo metto da parte”.

Il laboratorio dei talenti, hanno insistito i due relatori, ci trasmette che tutti i ragazzi hanno una possibilità.

In questo senso cambia il concetto di vittoria: nella “fabbrica dei campioni” è una medaglia, un trofeo conquistato nella competizione; nel laboratorio, la vittoria è un concetto più profondo, è guardarsi indietro e non avere rimpianti perché si è fatto il massimo.

Per investire in Parrocchia attraverso l’attività sportiva, le premesse sono il bene e l’affetto per i ragazzi e i giovani. Oggi in particolare, ha sottolineato Don Albertini, “in un tempo di fatica come quello che si sta vivendo non vogliamo e possiamo lasciare da soli i nostri ragazzi e le loro famiglie. Se non si ha questa passione nei loro confronti non esiste l’Oratorio. Esisterà un muro, una struttura, ma non un Oratorio”.

La stessa fatica e complessità sopra descritta, ha concluso Don Alessio, richiede un grande gioco di squadra fra le componenti interne alla Parrocchia, e quindi l’importanza di chiarire obiettivi e ruoli, di costruire reciproche relazioni di fiducia e rispetto tra sacerdoti e laici, tra società sportiva e catechisti/educatori, perché solo nella comunione di intenti si potrà “educare e crescere al meglio i ragazzi a voi affidati”.

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