IMPARIAMO DALLA PASQUA: LA VITA VA DONATA PER GLI ALTRI

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Don Alessio Albertini – Consulente ecclesiastico Centro Sportivo Italiano

Alla vigilia della sua Pasqua Gesù usa una semplice parabola per mostrare il senso vero di ciò che sta per compiersi: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Il vero volto della Pasqua è racchiuso nella storia breve e meravigliosa di questo seme. L’attenzione è rapita dalla paura del verbo morire, tuttavia la verità si palesa grazie agli altri due verbi: rimanere soli o produrre molto frutto. Siamo messi con le spalle al muro da questa scelta: spendere la vita per gli altri e vedere il nostro dono moltiplicarsi nell’esistenza di tante altre persone oppure trattenerci e vivere di rimpianti fino a ripiegarci in una triste solitudine. Il senso della morte di Gesù è tutto qui: nel desiderio di dare frutto per il bene di qualcun altro. In quella fecondità che non ha paura di perdere qualcosa. In quella vita abbondante che non si risparmia. Non il morire rende felice Dio ma il dono della propria vita. Non il privarsi ma l’incrementare. Come il sacrificio di tante persone che non hanno paura di spendere le proprie energie per farsi carico dei più deboli. Coloro che non temono di aprire le porte della loro vita per accogliere gli scarti, gli avanzi di questa società ricca e opulenta. Anche il mondo dello sport non ne è esente. Ho davanti agli occhi l’impegno di tanti genitori, che non rimpiangono i propri sacrifici e le proprie rinunce per il bene dei figli. Papà e mamme che non pretendono gratificazioni ma sanno donarsi perché la vita dei propri ragazzi non vada sprecata. Tante persone che sentono la “spuzza” della corruzione e cercano di stare alla larga da tutte le sue manifestazioni: imbrogli, falsità, ricatti, tornaconti, interessi… La verità di ciò che si dice e si fa è un morire a ciò che è bene soltanto per me a favore di qualcosa che è un bene per tutti. È sotto gli occhi di tutti il martirio di tanti cristiani nel mondo che non hanno paura di perdere la vita per restare fedeli al Vangelo, ma anche l’esempio di tanti semplici testimoni della fede cristiana agli angoli delle nostre città, che non rinunciano a vivere da cristiani per paura di rimanere da soli. Vivere controcorrente è immettere germogli nuovi di pace, fratellanza, solidarietà nel mondo di oggi, che cerca di scacciare il Regno di Dio dalla storia. Come ricordava Paolo VI, viviamo un tempo in cui c’è bisogno di testimoni che non abbiano paura di vivere il Vangelo. Ho incontrato tanti figli che non si lamentano di prendersi cura dei propri genitori anziani o malati: fanno tacere i loro desideri o i loro programmi non lasciandoli soli. Nella riconoscenza per il dono della vita c’è un fiorire di atti d’amore che danno ancora frutto. C’è qualcuno sul palcoscenico dello spettacolo che ha rinunciato a fama e ricchezza rimanendo fedele ai propri sogni per far sentire, in parole e musica, “tutto sto vento che c’è e dire grazie di tutta sta vita per te”. Nella storia della Pasqua di Gesù è racchiuso il senso della nostra vita: trattenere ruba speranza per sé e per gli altri. Morire donandosi è rinascere in forma più piena per sé e per gli altri.

Fonte: www.csi-net.it

“LA MIA VIRTUS”: RICERCA VALUTATIVA IN COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO DI MILANO

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questionario webVenerdì 10 aprile il termine per la compilazione on line del questionario

Lo scorso 21 marzo tutte le famiglie dei nostri atleti hanno ricevuto sul proprio indirizzo di posta elettronica l’invito a partecipare ad una ricerca valutativa dal titolo “La mia Virtus”. La partecipazione, accompagnata e anticipata da una lettera del Presidente, si è tradotta nella richiesta di compilazione (anonima) di un questionario on line nel quale con diverse domande a risposta chiusa e alcune domande a risposta aperta è stata data la possibilità di esprimere giudizi sui diversi ambiti di lavoro nella quale si sviluppa l’offerta sportiva della Virtus Correggio. L’obiettivo, in prossimità della conclusione del primo mandato societario ovvero il triennio 2012-2015, è quello di raccogliere suggerimenti, impressioni e valutazione sugli aspetti organizzativi, educativi e sportivi direttamente dai genitori e per quanto possibile raccogliere il tutto nell’ottica di migliorare l’offerta complessiva della nostra polisportiva. La ricerca non nasce come semplice strumento di raccolta delle soddisfazioni o meno degli “utenti” della Virtus ma proprio perché la famiglia e il ragazzo/bambino rappresentano gli elementi principali in qualità di destinatari del Servizio (inteso come impegno responsabile per il bene dell’altro), il desiderio ispiratore è quello di costruire e/o incrementare partecipazione, condivisione e comunione rafforzando un’alleanza educativa che è da sempre alla base del progetto educativo sportivo della polisportiva. Quindi non un rapporto cliente/fornitore che si misura all’interno delle dinamiche tipiche di una transazione di mercato ma piuttosto una relazione fra soggetti che rivestono ruoli diversi e che ricercano nella attiva collaborazione reciproca un bene comune, un interesse generale, nel nostro caso il bene del bambino/ragazzo. E’ quindi necessario costantemente rimarcare questa ricerca di Comunione e “allenarla” perché non esista un tu ed io ma un Noi capace di accompagnare l’attività quotidiana sui campi e nelle palestre avendo ruoli, obiettivi e strategie ben definiti. Complessivamente sono 249 gli indirizzi e mail a cui è stato spedito il link alla ricerca (oltre anche alla possibilità di compilazione in cartaceo sui moduli presenti in Segreteria) e ci aspettiamo che al temine del periodo di potenziale compilazione, il 10 aprile 2015, siano state tante le famiglie ad aver risposto ed inviato il tutto. Oltre al lancio del questionario nei giorni scorsi sono stati effettuati anche 3 focus groups, sempre in collaborazione con lo staff di ricerca dell’Università Cattolica di Milano, che hanno visto la partecipazione di questi 30 persone in rappresentanza di allenatori, vice allenatori, dirigenti, genitori e partners della Virtus. Nel focus Istituzioni e Partners in particolare abbiamo avuto il piacere di avere Elena Veneri, Assessore all’Istruzione e allo Sport del Comune di Correggio, e Davide Morstofolini, Presidente del Centro Sportivo Italiano di Reggio Emilia. Completata la fase di raccolta dei dati, da metà aprile, si avvierà l’analisi dettagliata per poi arrivare ad una prima restituzione nel Consiglio di Amministrazione e infine, attraverso un evento ad hoc, un momento assembleare a cui saranno inviato tutti dove verranno presentati i dati definitivi con anche alcune indicazioni per il futuro. Infine, speriamo che dopo aver letto questa notizia anche i genitori che ancora non abbiano provveduto alla compilazione si siano convinti dell’importanza e provvedano nei prossimi giorni all’invio del questionario che ricordiamo sarà on line fino  al prossimo venerdì 10 aprile!! 

UN PALLONE PER PULCINO, L’EDUCAZIONE CIVICA ATTRAVERSO LO SPORT

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pallone-calcioNuovo progetto sperimentale della Virtus per questo finale di stagione

Nel processo di continua ricerca e sperimentazione educativa della nostra polisportiva abbiamo definito e presentato pochi giorni fa un progetto sperimentale relativo ad attività a forte vocazione formativa potenzialmente integrabili agli allenamenti tecnici settimanali dei più piccoli. A partire dalla fine del mese di marzo, infatti, e fino al termine della stagione, poco più di due mesi, la categoria dei Pulcini 2005 allenata dal Mister Fernando Ruggiero, si cimenterà in alcune vere e proprie attività educative capaci, a nostro avviso, di valorizzare al meglio l’azione pedagogica dello sport di squadra e del calcio nello specifico.

L’idea di base è proporre un Calcio più a misura di bambino, meno legato alle logiche classiche degli adulti e soprattutto più attento al ruolo educativo, nella consapevolezza che occorra prima di tutto partire dai nostri giovani atleti, dalle loro esigenze e desideri, soprattutto dalle relazioni positive che le figure adulte possono instaurare con loro durante gli allenamenti e le partite.

È per questo che prima di insegnare la tecnica riteniamo sia necessario parlare ai bambini del rispetto delle regole e di chi le fa rispettare, degli avversari e del pubblico, di se stessi e dell'allenatore. Dobbiamo trasmettere e testimoniare i concetti di amicizia, di lealtà, di impegno, di responsabilità e di integrazione. Parlare non di nemici ma di avversari, da applaudire se vincono e rincuorare se perdono; raccontargli che l'arbitro è un amico, senza il quale poi diventerebbe difficile giocare.

Il Progetto sperimentale Pulcini 2005, in breve:

Alcuni allenamenti avranno inizio già nello spogliatoio con una piccola, breve, coinvolgente e anche divertente "lezione" interattiva sui valori dello sport e della vita; un allenamento creativo che possa allenare non solo la parte fisica ma anche mentale, motivazionale.

Il segno più concreto di tutta la sperimentazione sarà però la consegna di un pallone uguale per tutti ad ogni atleta. Il pallone sarà personale e dovrà essere custodito, curato e portato a ogni allenamento. Potrà essere personalizzato, firmato, ecc. ma dovrà essere sempre in ordine e pulito. Il pallone sarà il segno del cammino di crescita che ogni bambino compierà insieme alla propria squadra all’interno della nostra polisportiva. Inoltre la consegna del pallone e la relativa gestione da parte dei ragazzi porterà gli stessi a riflettere su alcuni valori educativi importanti sia nello sport che nella vita. Attraverso il “rapporto” con il pallone si cercherà di trasmettere l’importanza del prendersi cura delle cose materiali ma anche dei compagni di squadra; la corresponsabilità, poiché senza i palloni di tutti non ci si potrà allenare; l’impegno e la costanza; infine il gioco, il pallone come simbolo del divertimento.

Praticare uno sport richiede serietà e impegno ma, soprattutto nei bambini, è necessario che venga vissuto sempre con il sorriso sulle labbra e con la voglia di divertirsi; al termine del progetto saranno i bambini stessi a raccontarci e condividere la loro personale esperienza oltreché l’effetto sulla dinamiche di gruppo/squadra.

DEFIBRILLATORI SEMIAUTOMATICI NEGLI IMPIANTI VIRTUS

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defibrillatori webDonazione importante dall’Associazione Amici del Cuore ONLUS di Correggio

Dallo scorso mese di dicembre, all’interno della Virtus, grazie alla disponibilità e sensibilità di un genitore, per altro condivisa con tutta la dirigenza, si avviato un percorso interno di analisi dell’impiantistica sportiva con l’obiettivo di arrivare a dotare tutte le strutture in cui giocano le nostre squadre di Defibrillatori Semiautomatici e, soprattutto, formare un numero adeguato di persone per poter intervenire in caso di emergenza e necessità. E’ importante ricordare che il c.d. Decreto Balduzzi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2013, ha regolamento fra le altre cose l'utilizzo dei defibrillatori prevedendo che: Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale, il Ministro della Salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministero delegato al turismo e allo sport, dispone la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche di defibrillatori semiautomatici e di altri eventuali dispositivi salvavita”. Ogni Palestra o Struttura Sportiva dovrà quindi essere dotata di un Defibrillatore Semiautomatico (DAE). Le linee guida pubblicate in Gazzetta ufficiale hanno definito i tempi massimi per mettersi in regola, per quanto riguarda le realtà sportive dilettantistiche come la Virtus il termine, ad oggi, è il 20 gennaio 2016 ovvero 30 mesi dalla pubblicazione del decreto. E’ bene ricordare infine che lo stesso decreto prevede che l’onere della dotazione  e della manutenzione sia a carico delle società sportive stesse.

Nei prossimi mesi sarà programmata, in sinergia con gli Enti preposti, una serie di corsi di formazione per allenatori,  dirigenti e volontari per poter arrivare entro la fine dell’anno ad avere un numero di persone sufficienti per ogni squadra, inoltre su ogni impianto (attualmente i campi sportivi di San Prospero, Fazzano e Fosdondo oltre al Palasanpro) in collaborazione con le proprietà (Parrocchie in particolare), saranno installati i DAE necessari. Ad oggi, grazie alla generosità dell’Associazione “Amici del Cuore ONLUS” di Correggio, abbiamo ricevuto il primo DAE che sarà installato non appena possibile in uno degli impianti sportivi utilizzati. Pur riconoscendo l’importanza di dotare le strutture di queste preziose apparecchiature “salvavita” è innegabile segnalare l’onerosità di tale adeguamento in termini di acquisto del DAE e della formazione degli operatori, ad una prima stima infatti, al netto della generosità che auspichiamo possa continuare nelle prossime settimane, il costo che la Virtus dovrà sostenere non sarà inferiore a € 5.500/6.500. Anche in questo caso ci auguriamo che la sensibilità nei confronti del progetto educativo della Virtus possa trovare nuove e ulteriori disponibilità.

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