SPORT&ORATORIO, DON ALESSIO ALBERTINI

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SPORT&ORATORIO, DON ALESSIO ALBERTINI PARLA A SESTO

(tratto da Gazzetta.it, 1 ottobre 2010)

Educare è ridare speranza. E lo sport è un mezzo attraverso il quale insegnare ai ragazzi ad avere obiettivi grandi, a guardare le stelle. Ha parlato di educazione, sport, in una parola di oratorio, don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Csi (Centro sportivo italiano) e responsabile dell'Ufficio sport della Diocesi di Milano. L'incontro, con un pubblico numeroso, è andato in scena all'oratorio San Giovani Bosco della parrocchia Santissimo Redentore di Sesto San Giovanni, città che in un certo senso è legata al prete meneghino. Perché don Alessio, oltre a essere fratello del noto Demetrio, è anche fratello di Gabriele, ex capitano, bandiera e oggi dirigente della Pro Sesto.

Da “Domenica Sprint” nei panni di opinionista agli oratori: don Alessio non ha mai perso di vista l'orizzonte della sua missione. Che lo chiama a stare in mezzo ai giovani, agli allenatori, ai dirigenti e ai genitori per parlare di sport e di crescita. “Lo sport è ancora capace di aggregare - ha detto in apertura il sacerdote -. Ogni educatore è innanzi tutto chiamato a non rubare la speranza ai ragazzi. Rubi la speranza quando usi il ragazzo ai tuoi scopi, per la soddisfazione personale. Anche l'investimento di un genitore che vive di riflesso la gloria del ragazzo ruba la speranza, perché lo carica di un peso che non è il suo”.

All'oratorio sestese don Alessio ha fatto 6 regali. Sei simboli con i quali ha voluto spiegare come rendere lo sport un'occasione educativa. Una palla: simbolo di passione, “Perché lo sport è emozione, non solo tecnica”. Una porta da calcio: rappresenta l'obiettivo, anche quello di una vita. Una maglietta: segno di appartenenza, dà il senso di essere parte di un gruppo. Le righe del campo, cioè i limiti che si incontrano nella vita. Una sconfitta: sapere perdere significa accettare i limiti e provare a migliorare. La chiusura dedicata agli allenatori: “Devono avere 3 competenze importanti. Un bravo allenatore - ha chiuso don Alessio - deve conoscere la materia, deve saper fare e soprattutto deve saper essere”.

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