Chiesa e sport: un rapporto che viene da lontano

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La Chiesa, “esperta in umanità” secondo il celebre appellativo di Paolo VI, guarda con simpatia lo sport sia a livello individuale sia a livello di fenomeno sociale e culturale. Dal triplice versante scaturisce una valutazione positiva che si riferisce alla riconosciuta funzionalità perfettiva dello sport riguardo alla persona, al suo potere di moderazione riguardo alle istintività indistinte, alla sua capacità attrattiva riguardo al consolidamento di forme aggregative, amicali, volontaristiche e infine alla sua apertura universalistica riguardo ai grandi valori della fratellanza, della solidarietà e della pace.

Questo ampio orizzonte di positive opportunità conferisce allo sport un evidente guadagno appagante, allorquando si manifesta come atto umano, agito secondo le regole e in uno spirito di sereno confronto. Il guadagno fruttifica in un reale e fecondo accrescimento della persona e della società umana, in un’esperienza di soddisfazione di sé e di lieta convivenza sociale.

Per avere subito una “panoramica” della vastità e complessità dello sport moderno, riprendo la lettura di una pagina illuminante di Bernard Jeu. Scrive l’Autore: “Nello sport si ritrovano tutti gli aspetti del reale: l’estetica (poiché lo sport si osserva), la tecnica (poiché lo sport si apprende), il commercio (poiché lo sport si vende bene e fa vendere altrettanto bene), la politica (lo sport è l’esaltazione del luogo, della città, e nello stesso tempo è anche il superamento delle frontiere), la medicina (lo sport implica l’esercizio del corpo), il diritto (senza l’universalità delle regole la competizione non è più possibile), la religione (lo sport vi trova le sue origini ma si presenta anche – almeno si dice – come una religione dei tempi moderni)”[1].

Dal prospetto appare l’immagine di uno sport omnicomprensivo, trasversale, di immane viscosità culturale, rispetto alle molteplici attività dell’uomo. Così lo sport sta diventando per contagio, per contiguità e per assimilazione un “luogo” di convergenza di interessi differenziati, magnete attrattivo di professionali competenze, scuola multidisciplinare rispetto a “saperi” diversi, un gigantesco giro di affari, quasi un fenomeno di civiltà. In tal modo lo sport, nella sua costante espansione, lambisce e attraversa cospicui settori della vita individuale e sociale, sollecitati e in certa misura orientati a dare rilievo, sotto innumerevoli aspetti e profili, all’originario e innocente gesto atletico.

Mons. Carlo Mazza

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