VEGLIA DI PREGHIERA PER LA PACE

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Il mondo cristiano si mobilita per la pace. Anche le parrocchie di San Quirino, San Prospero e San Pietro hanno scelto di raccogliere l'invito di Papa Francesco, che ha chiesto una giornata di digiuno e preghiera per la pace sabato 7 settembre. Alle 21, in San Francesco, la veglia; sotto alla locandina, invece, il messaggio del CSI.

veglia per la pace

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Dal presidente nazionale del CSI, Massimo Achini:

LO SPORT PER UN MONDO DI PACE

È risuonato alto e forte il richiamo del Papa alla pace, nell’Angelus di domenica 1º settembre, in reazione ai sempre più impetuosi venti di guerra in Siria. All'indomani dell'annuncio del presidente Usa Obama sull'intervento armato, Francesco non ha esitato a lanciare il suo accorato appello per la pace, affinché si faccia «ogni sforzo» per promuovere la via del «dialogo», del «negoziato», della «riconciliazione». Dopo aver condannato con forza l'uso delle armi chimiche nel Paese devastato dal conflitto civile, Bergoglio ha annunciato quindi un'iniziativa senza precedenti: una «giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e

nel mondo intero», sabato 7 settembre in Piazza San Pietro, dove, oltre ai fedeli cattolici, ha chiamato a riunirsi gli altri cristiani, i seguaci di altre religioni e anche i non credenti. «L'umanità - ha detto - ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace». 

Anche il CSI accoglie il grido di Papa Francesco e attraverso le parole del suo presidente invita «tutte le società sportive a rinunciare ad un allenamento nella prossima settimana per convocare i ragazzi al campo sportivo e vivere insieme a loro un momento di riflessione e preghiera sul tema della Pace nel mondo».


GESTI DI PACE


Ci sono episodi nello sport che ci fanno capire che, anche nei periodi più bui della storia, grandi uomini hanno lasciato un messaggio ben diverso dai potenti che li governavano. Così è avvenuto alle Olimpiadi del 1936 a Berlino nella Germania nazista.
I protagonisti sono Jesse Owens, ragazzo nero dell’Alabama, che in pochi giorni si aggiudica quattro medaglie d’oro e Lutz Long, bianco tedesco, tra i favoriti del salto in lungo. Nonostante le tensioni politiche, proprio durante le qualificazioni alla finale del lungo, inizia tra i due una straordinaria amicizia. Owens sbaglia due dei tre salti di qualificazione. Luz Long, che ben conosce la pedana dello stadio olimpico, consiglia all’americano di iniziare la rincorsa 30 cm più indietro. Owens segue il consiglio e non solo
si qualifica per la finale ma vince l’oro. Il primo a congratularsi è proprio l’atleta tedesco. Negli anni seguenti i due si mantennero in contatto fino alla morte di Lutz durante la Seconda Guerra mondiale e Jesse pagò a suo figlio gli studi in America.
Credo che non è fantasia poter affermare che anche il cielo sorrise per quella amicizia. C’è un Salmo nella Bibbia che ci ricorda che il Signore gioisce ogni volta che sulla terra si compie un gesto degno dell’amore di Dio. Il cielo intero diventa spettatore entusiasta quando qualcosa di buono accade: “Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall’alto il Signore”.

È grazie al gesto compiuto dal diciassettenne John Ian Wing, durante le Olimpiadi di Melbourne del 1956, che ancora oggi la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi vede gli atleti sfilare in una festa collettiva, come se appartenessero a un unico mondo unificato. Nei giorni precedenti a quei Giochi, infatti, il mondo era in tumulto. Appena le squadre partirono per l'Australia, i carri armati russi e l'esercito entrarono a Budapest per bloccare la ribellione ungherese. Pochi giorni dopo la cerimonia di apertura, John Wing scrisse una lettera al comitato organizzatore in cui suggeriva un diverso tipo di marcia per la cerimonia di chiusura: «Durante la marcia ci sarà solo una nazione... cosa potrebbe ognuno di noi volere di più se l'intero mondo fosse un'unica nazione?», Così fu e questa marcia, da allora, è divenuta tradizione. Atleti di diverse nazioni si congedano in un'unica entità anziché marciare separati sotto le proprie bandiere nazionali. Lo sport può davvero partecipare “alla comune lotta per rendere il mondo un luogo migliore per tutti e per ciascuno attraverso la promozione dei valori inscindibili della pace, dello sviluppo e del pieno rispetto dei diritti umani fondamentali”.


PREGHIERA


A te, Signore, amante della vita,
Amico dell'uomo,
innalzo la mia preghiera
per l'amico che mi hai fatto incontrare
sul cammino del mondo.
Uno come me, ma non uguale a me.
Fa' che la nostra
sia l'amicizia di due esseri
che si completano con i tuoi doni,
che si scambiano le tue ricchezze,
che si parlano con il linguaggio
che tu hai posto nel cuore.
Aiutaci a guardare con quello sguardo,
che comprende senza che l'altro chieda.
Aiuta la nostra amicizia ad andare oltre
il desiderio dell'egoismo.
Aiuta la nostra volontà a cedere per amore,
amare anche oltre l'errore,
per giungere al sommo dell'amore: perdonare.
Perché soltanto quando si sa perdonare,
si può credere all'amore.
Fa' che le nostre mani
siano protese in un gesto di pace.

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