Daniele Greco: "Con Gesù volo in alto"

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Daniele Greco, classe 1989, triplista della nazionale italianaSono davvero tanti gli sportivi che, da alcuni anni a questa parte, manifestano liberamente la propria fede religiosa. È il caso di Daniele Greco, oro nel triplo agli Europei indoor in Svezia. L’azzurro, professionista serio e sempre dedito allo sport e alla vita religiosa, ha esibito, in occasione del suo trionfo in penisola Scandinava, una maglietta “speciale” con su scritto: “Gesù vive in me” e “Tutto io posso in colui che mi dà forza”. Lui, felice come un bambino e con un oro in più in valigia al ritorno da una delle gare più importanti in carriera, spiega: “L'ho preparata dopo aver vinto gli Europei under 23 di Kaunas 2009 – racconta l’azzurro. Da allora, quando gareggio, la porto con me. Ma la indosso solo quando, a quei richiami, sento di aver corrisposto in pieno, quando riesco a dare il massimo. Ecco perché l'ho tirata fuori lo scorso anno a Potenza, quando saltai 17.47 con la febbre e in quest'occasione”Una vicinanza a Dio vissuta con semplicità ma tanto entusiasmo: “In famiglia, con la mia ragazza Francesca, con gli amici. Cantavo nel coro della parrocchia di Galatone - ricorda. Nell'ambiente, insieme a Maurizio, Luca, Alessio, Manuel e Daniele, eravamo i "Fantastici 6". Ma per la mia attività non potevo seguire sempre le prove. Non lontano, a Lido Conchiglie, frazione di Sannicola, le funzioni erano rimaste senza accompagnamento. Così ora, alla domenica, alternandomi con Federica e con Massimiliano alla chitarra, presto servizio alla comunità da solo. Sant'Agostino diceva che chi canta prega due volte”.

Uno spirito forte e sazio della Parola di Dio che lo guida anche nello sport: “Non cerco di migliorarmi per la mia gloria, che è vana. Ma per quella di Dio - sostiene. Condivido questo dono con Francesca. Quando ci siamo fidanzati, l'anello è stato un rosario. Dalle nostre parti si dice che il vento unisce i fumi e il Signore unisce le persone”. Una fede che necessita sempre più di esser sfamata tanto da portare i due innamorati a Medjugorje, luogo prescelto dalla Madonna: “Per una quindicina di giorni - spiega - starò tranquillo, recupererò gli infortuni. Francesca frequenta la quinta ragioneria: suoi impegni permettendo, potremmo approfittarne”. 

Fonte: palermomania.it

Gazzetta Cup: il Calcio si fa grande

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Sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione di Gazzetta Cup, il più grande torneo d’Italia per ragazzi dai 9 ai 13 anni organizzato da “La Gazzetta dello Sport” in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano.

Il torneo prevede due categorie, gli Young (2000 e 2001) ed i Junior (2002 e 2003) ed è strutturato in fasi interne di qualificazione, fasi cittadine interregionali e finale nazionale. La manifestazione prenderà il via nella seconda metà del mese di marzo per concludersi ad inizio giugno con la Finale Nazionale nella scala del calcio, lo Stadio “Giuseppe Meazza” –a Milano.

Le fasi di qualificazione si svolgeranno in tutta Italia nei mesi di marzo e aprile mentre nel mese di maggio si disputeranno le fasi finali interregionali a Bari, Bolzano, Cagliari, Catania, Firenze, Macerata, Milano, Napoli, Padova, Parma, Roma e Torino.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.gazzettacup.it, dove è possibile procedere anche con l’iscrizione on line.

Un Modello per i giovani

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Si è aperto ufficialmente ad Assisi 2012, il grande meeting di fine anno targato Centro Sportivo Italiano, il voto per eleggere il campione dello sport “modello per i giovani”.

Sette uomini e quattro donne candidati dalla Giuria del Premio, presieduta dal generale Gianni Gola. Ci sono Giulia Quintavalle, prima donna italiana, nella storia dei giochi olimpici, a vincere la medaglia d'oro nel judo, con la palleggiatrice Eleonora Lo Bianco. Con loro il “due di coppia” d’argento ai recenti Giochi Olimpici di Londra, Romano Battisti e Alessio Sartori. L’equipaggio delle Fiamme Gialle in lizza anche con il super portiere ed uomo spogliatoio Angelo Peruzzi e con l’attuale Ct degli azzurri del calcio, Cesare Prandelli. Il pilone della Nazionale di rugby Andrea Lo Cicero in questa speciale “mischia” affronterà anche il pallanuotista delle Pro Recco, Maurizio Felugo ed il mitico Andrea Lucchetta. Non mancano le tinte azzurre paralimpiche: doppia candidatura al femminile, per Annalisa Minetti, bronzo nei 1500 a Londra, e Beatrice Vio, ragazza pluriamputata, grande speranza nella scherma italiana.

Gli sportivi di alto livello hanno una responsabilità che va ben oltre il fare onore alla maglia che indossano, al club o alla nazione che rappresentano. Agli occhi dei giovani essi incarnano lo spirito, l’essenza stessa dello sport. Soprattutto oggi, per via della dilatazione della visibilità mediatica di cui fruiscono, i campioni, lo vogliano o no, rappresentano modelli di riferimento.

E’ quanto condiviso dal Centro Sportivo Italiano e dal Premio internazionale Fair Play Mecenate, nel proporre questa nuova opzione di Fair Play: un concetto che va ben oltre il rispetto delle regole in campo e che piuttosto investe l’intero stile di vita di uno sportivo, un modo di essere basato su molteplici aspetti, come la correttezza, la trasparenza, la serietà, l’umanità che si dimostrano anche fuori dallo sport.

Un anno fa il Premio Fair Play Mecenate ha istituito questa nuova categoria, che vide premiato per la prima volta Damiano Tommasi, l’ex calciatore, ora presidente dell’AIC.

Angelo Morelli, Presidente del Premio Internazionale Fari Play Mecenate rilancia: “sono ben lieto di rinnovare la collaborazione con il CSI e il grande movimento di giovani che vi ruota attorno. Il nostro Premio è nato proprio con l'obbiettivo di individuare campioni dello sport che fossero per i giovani un vero modello di vita. Ancora di più, questo ci fa capire che il lavoro che abbiamo svolto nelle trascorse 16 edizioni del Premio Internazionale Fair Play hanno lasciato il segno. La ricerca ogni anno, di individuare campioni da premiare che fossero meritori di divenire "Ambasciatori di Fair Play" e quindi portatori di un messaggio positivo per i giovani , aveva bisogno di un appoggio forte e autorevole come quello dimostrato dal CSI”

Dal canto suo il Csi ribadisce, parole del numero uno, Massimo Achini: “la gratitudine a tutti gli amici del Premio Fair Play Mecenate per la grande opportunità educativa offerta al CSI. Con la sezione modello per i giovani si realizza uno dei pochi premi (se non l’unico) in cui ad assegnare un premio ai campioni sono direttamente i giovani. Saranno infatti gli atleti delle società sportive del CSI di tutta Italia a votare ed a scegliere il loro "capitano educativo", cioè il grande campione che per loro rappresenta un modello di vita".

Non resta che attendere la primavera per conoscere l’esito del voto ed il nome del campione che verrà premiato il 3 luglio a Castiglion Fiorentino, nel corso della cerimonia ufficiale della 17ma edizione del Premio Fair Play Mecenate. Per esprimere le preferenze basta andare sul sito nazionale del Csi www.csi-net.it o sui siti dei comitati territoriali. Oppure tramite la pagina FACEBOOK dedicata al sondaggio.

Messa degli Sportivi. Card. Ravasi: "No a doping e corruzione!"

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Lunedì 17 dicembre, nella Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella, in Piazza della Chiesa Nuova a Roma, si è tenuta la consueta Messa di Natale degli Sportivi organizzata dal Coni. La celebrazione è stata officiata dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura alla presenza, tra gli altri, di Mons. Mario Lusek, cappellano della squadra olimpica italiana e di don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Centro Sportivo Italiano. Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente del CONI Giovanni Petrucci, il Segretario Generale Raffaele Pagnozzi, il Questore di Roma Fulvio Della Rocca, il Presidente del Csi, Massimo Achini, oltre a numerose cariche civili e militari.

01In apertura il saluto del Presidente Giovanni Petrucci. "Davanti a lei c’é il mondo sportivo, quello politico e militare, gli atleti olimpici e paralimpici per ricordare al nostro mondo che ci sono delle tappe fondamentali e che la salvezza dello spirito e dell'anima è la medaglia d'oro da portare sempre al collo. E' il messaggio che diamo al nostro mondo ed è l'impegno che prendiamo qui davanti a lei a pochi giorni dal Natale. Gli allenatori e gli educatori hanno un ruolo fondamentale, perché devono insegnare ai giovani come affrontare la vita".

Il Cardinal Ravasi, nella sua omelia, ha lanciato un messaggio di grande significato. "Non siamo un agglomerato di cellule. La realtà mirabile del corpo non è soltanto una struttura biologica. Attraverso il corpo siamo un'ininterrotta esperienza di vita. Anche Dio assume un corpo, il corpo di suo figlio Gesù. Il corpo è una realtà sacra. L'esperienza degli atleti nello sport non è soltanto meramente fisica ma è anche un tentativo per far vibrare e librare l'anima fuori dal corpo. E' importante che non si vìoli questo gioco e questa creatività, da una parte con la corruzione del corpo attraverso strumenti devianti che non lasciano più libertà e autenticità dell'essere umano come il doping. Dall'altra parte non bisogna bestemmiare il corpo attraverso manovre estrinseche come la corruzione. Tra i tanti volti dello sport ci sono anche quelli dei tanti sportivi, e lo abbiamo visto bene pochi mesi fa a Londra che, che hanno testimoniato questa meraviglia del corpo umano conserva, anche quando apparentemente è stato lesionato, limitato”.

Alla lettura si sono alternati il neoambasciatore Csi dello sport in oratorio, Matteo Morandi (Ginnastica Artistica), Carlo Molfetta (Taekwondo), Mauro Nespoli (Tiro con l'Arco), Niccolò Mornati (Canottaggio) e Oxana Corso (Comitato Paralimpico). Presenti, tra gli altri, anche la Nazionale di Ginnastica Ritmica, Marco Galiazzo (Tiro con l'Arco), Alvise De Visi e Roberto Bargna (Comitato Paralimpico), l'ex tennista Mara Santangelo, la squadra Esercito Futura per Rio 2016 di Pallamano, oltre a quattro studenti del nuovo Liceo Sportivo. Alberto Busnari (Ginnastica) ha invece consegnato il Bambin Gesù al Presidente Petrucci per la benedizione finale del Cardinal Ravasi.

Il Papa: “La Chiesa si interessa di sport, perché le sta a cuore l’uomo”

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“La Chiesa si interessa di sport, perché le sta a cuore l’uomo, tutto l’uomo, e riconosce che l’attività sportiva incide sull’educazione, sulla formazione della persona, sulle relazioni, sulla spiritualità”. Lo ha detto questa mattina Benedetto XVI ricevendo in udienza i dirigenti del Comitato olimpico nazionale (Coni) e gli atleti della Nazionale che hanno partecipato alle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra. Nel discorso rivolto alla folta delegazione guidata dal presidente del Coni, Giovanni Petrucci, il Santo Padre ha richiamato le 28 medaglie, di cui 8 d’oro, vinte dagli italiani parlando della “dura disciplina” cui gli atleti si sottopongono per poter puntare a tali traguardi. Ha quindi parlato delle virtù morali che ogni buon atleta deve coltivare: “Lealtà nella competizione, rispetto del proprio corpo, senso di solidarietà e di altruismo e poi - ha sottolineato - anche la gioia, la soddisfazione e la festa”, definendo questi comportamenti “un cammino di autentica maturazione umana, fatto di rinunce, di tenacia, di pazienza, e soprattutto di umiltà, che non viene applaudita, ma che è il segreto della vittoria”. Benedetto XVI ha poi richiamato l’apprezzamento della Chiesa per lo sport come occasione educativa, richiamando la lunga tradizione degli oratori e centri giovanili dove, in genere, è presente uno spazio ludico-sportivo. “Penso dunque a voi, cari atleti, come a dei campioni-testimoni, con una missione da compiere: possiate essere, per quanti vi ammirano, validi modelli da imitare”: è stato questo l’augurio che Benedetto XVI ha poi rivolto agli atleti olimpici ricevuti in udienza. A proposito del fenomeno del “doping”, ha quindi affermato: “La pressione di conseguire risultati significativi non deve mai spingere a imboccare scorciatoie come avviene nel caso del doping. Lo stesso spirito di squadra sia di sprone ad evitare questi vicoli ciechi, ma anche di sostegno a chi riconosce di avere sbagliato, in modo che si senta accolto e aiutato”. Infine ha concluso richiamando l’Anno della fede, con l’invito a “educare la persona (dello sportivo, ndr) anche all’ ‘agonismo’ spirituale, cioè a vivere ogni giorno cercando di far vincere il bene sul male, la verità sulla menzogna, l’amore sull’odio, e questo prima di tutto in se stessi”. Chiudendo il suo discorso ha parlato del beato Pier Giorgio Frassati, indicandolo come esempio e tratteggiando la sua figura come quella di “un giovane che univa in sé la passione per lo sport - amava specialmente le ascensioni in montagna - e la passione per Dio”.

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"Santità noi chiediamo anche scusa per qualche pagina non esaltante che ha riguardato lo sport italiano". Con queste parole il presidente del Coni, Gianni Petrucci, si è rivolto al Papa nel corso dell'udienza in Vaticano dedicata agli atleti che hanno conquistato medaglie alle Olimpiadi e Paraolimpiadi di Londra. "Nel villaggio azzurro - ha ricordato inoltre il presidente del Coni - c’è sempre un sacerdote, (Mons. Mario Luesk, ndr) che non si limita a celebrare la Messa ma è un padre spirituale per gli atleti che chiedono il suo consiglio. E l’Italia è stato il primo Paese ad inserire nella sua delegazione questa figura”.

Petrucci, accompagnato dai vicepresidenti Pancalli ed Agabio e dal segretario generale Pagnozzi, ha poi rivolto il suo ringraziamento a Benedetto XVI: "Qui ci sono atleti che hanno onorato il nostro paese ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Londra. Vorremmo farle conoscere il loro volto umano. Sono ambasciatori dei valori dello sport, valori umani, etici. Questi atleti hanno onorato il paese ce l’hanno messa tutta. Grazie per averci ricevuti, è una giornata straordinaria. E' stato un anno straordinario dello sport italiano, grazie per l’affetto e l’attenzione che ci ha riservato".

Nella delegazione azzurra presenti, fra gli altri, Valentina Vezzali, atleti del Settebello d’argento, la tiratrice Jessica Rossi, il tiratore Campriani, il campione di Taekwondo Molfetta, quello di kayak Molmenti quella dell’handbike Fenocchio, ed Alex Zanardi . Presenti anche esponenti della squadra di pallanuoto maschile e quella di ginnastica ritmica femminile. Con loro anche dirigenti e accompagnatori federali ed il presidente del Centro Sportivo Italiano, Massimo Achini.

"L’ incontro con il Santo Padre ha regalato una grande emozione e una grande responsabilità - ha dichiarato il presidente del Csi Achini, seduto nelle prime file nel corso dell’udienza, tenutasi nella splendida cornice della Sala Clementina in Vaticano. Le parole di Benedetto XVI raggiungeranno ogni nostra società sportiva e saranno "guida " e "roccia" su cui poggiare il proprio impegno educativo per gli oltre 100 mila dirigenti della nostra associazione".

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