Daniele Molmenti: "La fede mi ha aiutato a superare ogni sconfitta"

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“L'alloro olimpico come tutte le grandi prestazioni è l'insieme di tanti dettagli. Il più grande è stato la fede: la forza che mi ha aiutato a superare ogni sconfitta e ogni salita che sembrava impossibile”. (Zenit.org) Parole e musica di Daniele Molmenti, oro nel K1 slalom di canoa a Londra 2012.

“Da Pechino, dove sono arrivato decimo ed ho perso la medaglia, è iniziato questo cammino verso l’oro. Sono stati quattro anni difficilissimi, perché ho dovuto limare le piccole cose che mi mancavano. Però ho fatto la differenza con l’aiuto di Pierpaolo Ferrazzi, il mio allenatore della Forestale. Con lui siamo davvero riusciti a fare un salto di qualità importantissimo e a portare a casa questo oro”.


In Italia, l’attenzione al tuo sport - la canoa - manca. Vuoi lanciare un appello?

"Il mio sport ed anche tutti gli altri sport sono considerati minori, anche se abbiamo visto pure nell’ultima  Olimpiade che di minore non c’è niente, anzi l’impegno a volte è anche maggiore e sicuramente questi sport hanno registrato dei buoni risultati negli ultimi anni. L’appello è rivolto soprattutto alle famiglie che di solito tendono a portare i ragazzini solamente a giocare a calcio. In realtà ci sono altri sport, altre attività che sono anche più belle e che possono sicuramente far maturare la persona in maniera diversa". 


Dal punto di vista della fede, sono tanti gli atleti che a Londra 2012 hanno ringraziato, pregato secondo il proprio credo…

"Non voglio entrare in una polemica, però ho letto delle interviste rilasciate da alcuni atleti in cui hanno dichiarato di fare il segno nella croce perché porta fortuna. Ecco, io vivo la fede in maniera un po’ diversa. Non penso che Dio abbia tempo per darci la spinta durante le nostre prestazioni. Certo è che la fede dà una motivazione, una carica in più. Io di solito faccio il segno della croce trenta secondi prima di partire e ormai è un gesto automatico. È un po’ un ringraziamento. Di solito chiedo che io possa dare quello che ho nelle braccia e nella testa; nulla di più di quello che sono in realtà".


Cosa ha dato di più la fede nella tua vita di sportivo?

"Nel 2007, feci un incidente molto grave con la moto dove mi ruppi la schiena. Ho perso delle opportunità e stavo perdendo il mio primo sogno olimpico. Lì ho avuto la forza di continuare, di stringere i denti nonostante il dolore nei cento giorni dopo l’incidente per affrontare le prime gare per entrare nella squadra nazionale. In quel momento, se non avessi avuto la fede, non penso sarei riuscito ad andare avanti, perché solo con la preghiera sono riuscito a sopportare il dolore che i medicinali non mi facevano passare. Ho sempre avuto la sicurezza che con il lavoro che ho fatto, con la mia mentalità, sarei potuto ritornare ad essere un grandissimo atleta".


Don Mario Lusek, il cappellano della squadra azzurra, ti ha definito un vero friulano, un vero cristiano. Sono definizioni che ti piacciono?

"Mi fa molto onore. Friulano lo sono di nascita; porto sempre la bandiera del Friuli con me in tutto il mondo; cerco di essere cristiano nei limiti che la mia carriera sportiva mi permette. Giriamo tanto per il mondo, ed è difficile trovare sempre una chiesa cristiana, cattolica quando sei in Cina, in Australia o da qualche altra parte nel mondo. Però insomma, nel mio piccolo, cerco di essere un buon cristiano praticando la fede e leggendo il Vangelo".

 

daniele molmenti

L'Argentina della Fede e quella calcistica si incontrano a Roma

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“E’ stato un incontro emozionate perché quando è stato eletto, il primo desiderio che ho avuto è stato quello di incontrarlo. Oggi ho potuto farlo ed è stato un privilegio. Ho trovato di fronte a me una persona semplice, con un cuore enorme, che impiegherà tutte le energie necessarie per aiutare i fedeli”. Queste le prime parole che il capitano nerazzurro, Javier Zanetti, ha rilasciato ad inter.it dopo esser stato ricevuto, insieme alla sua famiglia, da Papa Francesco.

 

Un incontro privato, a Santa Marta, durato quasi un'ora durante il quale con il Pontefice si è parlato di esperienze di vita tra Italia e Argentina, ma soprattutto di problematiche diffuse, di impegno vero, quello di Inter Campus, quello della Fondazione P.U.P.I.

 

Appassionato di calcio, in particolare del San Lorenzo di Almagro, società del quartiere Boedo di Buenos Aires, Papa Francesco ha ricevuto in regalo dal capitano la sua maglia nerazzurra numero 4, la fascia da capitano con le bandiere di Italia, Argentina, Città del Vaticano e le iniziali di Zanetti stesso e del Pontefice, il libro di Inter Campus con una dedica scritta dal presidente Massimo Moratti, una targa della Fondazione P.U.P.I. e un gagliardetto con lo stemma del pontificato di Papa Francesco.

zanetti

 

Aversa, sport e fede per tenere lontani i ragazzi dalla malavita

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“Bisogna tenere i ragazzi lontano dalla strada e dai pericoli e questo torneo rappresenta un momento di aggregazione, un alto momento di socialità per tutti i ragazzi di Aversa e dell’intero agro aversano”. Queste le parole del sindaco di Aversa (Caserta), Giuseppe Sagliocco, che ha fatto visita ai ragazzi che si stanno sfidando, in questi giorni, in un torneo di calcio delle parrocchie della Diocesi di Aversa.

Sono coinvolti nel torneo ragazzi dai 10 ai 17 anni di 26 parrocchie della Diocesi che hanno aderito all’iniziativa. “Un momento speciale di aggregazione – ha detto il rettore del Seminario Vescovile di Aversa don Stefano Rega che ha organizzato la manifestazione – per il quale ringraziamo l’Amministrazione Comunale di Aversa nelle persone del sindaco Giuseppe Sagliocco e del Consigliere Comunale Stefano di Grazia, nonché la Dirigenza dell’Aversa Normanna che ci aprono sempre ben volentieri le porte”. È proprio sul campo dell’Aversa Normanna, lo stadio Bisceglia, che i ragazzi della Diocesi si tanno sfidando a suon di goal. “Questa – ha detto il presidente dell’Aversa Normanna Giovanni Spezzaferri - è la terza edizione del torneo ed ogni anno, con grande piacere mettiamo a disposizione dei giovani di tutta la diocesi le nostre strutture”. Il torneo vedrà il momento conclusivo sabato 20 aprile alle ore 10 quando la squadra dei sacerdoti della Diocesi di Aversa sfiderà esponenti dell’Amministrazione Comunale e dirigenti dell’Aversa Normanna. A dare il calcio d’inizio ci saranno il Vescovo della Diocesi di Aversa S.E.Mons. Angelo Spinillo ed il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco.  “Con grande gioia – ha concluso Sagliocco – abbiamo accolto l’invito di don Stefano Rega di stare accanto al Seminario nell’organizzazione del torneo il cui svolgimento è stato possibile grazie alla dirigenza dell’Aversa Normanna. Sport e fede non sono diversi ma animati entrambi dagli stessi valori che nella nostra Città bisogna portare avanti, anche attraverso iniziative importanti come questa, di comune accordo e mettendo insieme tutte le forze amministrative, sportive e religiose".

Un interessante intervento di Don Alessio Albertini

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Don Alessio Albertini, consulente ecclesiale del Centro sportivo italiano, ad inizio Marzo ha tenuto un incontro in parrocchia a Borsano (Busto Arsizio, Varese), dove ha voluto approfondire alcuni aspetti della sua testimonianza che da anni propone ai giovani sportivi. Questi alcuni dei passaggi: “Lo sport aiuta a diventare uomini veri, lo diceva Papa Giovanni Paolo II che era noto per la sua vicinanza allo sport, chi non lo ricorda sugli sci o in canoa, ma anche Papa Benedetto XVI ha proposto ben sessanta interventi riguardanti i valori dello sport. L’ultimo, qualche settimana fa, fu rivolto ai vincitori di medaglie alle recenti olimpiadi ai quali raccomandava di avere sempre ben presente il ruolo e la conseguente responsabilità di chi diventa persona da imitare per i più giovani. Il Santo Padre raccomandava di valorizzare il successo tramite una testimonianza vera dei valori sportivi, diversamente le medaglie d’oro non avrebbero nessun valore aggiunto”. Giocare per la salvezza per vincere lo scudetto è il messaggio di don Alessio che aggiunge: “Ovviamente per vincere serve anche il talento e la forza dei muscoli, non basta la fede, ma certamente la pace interiore che assicura il Signore è elemento importante nello sport. Spesso i campioni sono poco più che ragazzi e la fede li aiuta a trovare l’equilibrio e a non perdersi nei vizi conseguenti al troppo denaro a disposizione”. Doping, scommesse, razzismo, tre veleni dello sport che lo squalificano come strumento educativo? “Chi dà motivi di scandalo non può essere considerato sport - continua il prete sportivo - occorre che le federazioni siano dure nel chiedere rispetto delle regole. Dietro al doping c’è una visione errata della vita, voler essere più ricco e affermato degli altri ricorrendo a mezzi artificiali per vincere, mi fa pensare che ci siano pochi scrupoli di coscienza e quindi un’aridità intellettuale che diventa vera causa del problema”. Legrottaglie e Tommasi, due calciatori apostoli nello sport, troppo pochi? Per Don Alessio non è così: “È solo un’idea che siano pochi, in realtà ce ne sono molti che non l’ostentano. La testimonianza e la fede possono trovare modi diversi per essere praticate. Mi piace sempre sottolineare che la fede ha bisogno di testimoni e non di testimonial, gente che abbia il coraggio di uscire allo scoperto, magari abbandonando il ritiro pre-partita per andare a messa, oppure abbassando i toni in campo e fuori”. Don Alessio Albertini termina regalando uno slogan: “Campioni nella vita e campioni nello sport”, ispiratevi a queste parole per sentirvi sempre sereni nel corpo e nell’anima”.

don alessio albertini

 

Fonte: informazioneonline.it

Habemus Papam!

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(Ansa.it) Il cardinale JORGE MARIO BERGOGLIO è stato eletto Papa, si chiamerà Francesco. Era già arrivato vicino al soglio pontificio nello scorso conclave, quando arrivò per così dire "secondo", e poi fu invece eletto pontefice Joseph Ratzinger. E' il primo Papa sudamericano della storia. E' l'arcivescovo di Buenos Aires ed e' nato il 17 dicembre del 1936 nella stessa città argentina di cui oggi è arcivescovo. E' gesuita. 

''Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo, ma siamo qui''. Sono le prime parole pronunciate dal nuovo papa Francesco affacciatosi alla finestra della Santa Sede.

(Corriere dello Sport) - Il nuovo Papa è argentino, di Buenos Aires. Città che respira calcio in ogni angolo e il nuovo Pontefice non è immune alla passione per lo sport più amato al mondo. Ma Bergoglio non è del Boca Juniors né del River Plate, le due squadre più famose della capitale argentina: il Pontefice è da tempo sostenitore del San Lorenzo de Almagro, club che a Baires ha un sostegno popolare immenso, paragonabile alle due big più 'mainstream'. Proprio la società rossoblù ha pubblicato prima su Facebook gli auguri ufficiali a Bergoglio per la sua elezione, corredata di una foto che ritrae il Pontefice con il gagliardetto della squadra durante una messa, e poi su Twitter ha pubblicato l'immagine della tessera di socio del club sottoscritta proprio da Bergoglio. Una curiosità: il San Lorenzo è la squadra dove è esploso Ezequiel Lavezzi prima di arrivare al Napoli. Il Pocho vinse il Clausura 2007 con i colori del Ciclón prima di abbracciare i colori partenopei.

papa Bergoglio

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