ALLE(N)IAMOCI INSIEME: IDEE PER FARE SCENDERE IN CAMPO DEI GENITORI SPORTIVI

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Roberto Mauri 4Completato il percorso formativo per genitori della Virtus Correggio 2013/2014

In questo secondo anno di attività, la polisportiva Virtus Correggio ha promosso, all’interno di un’azione strategica indirizzata a rafforzare una cultura educativa e formativa nell’ambito dello Sport, un programma di incontri per i genitori dei propri tesserati. “Alle(n)iamoci insieme: idee per fare scendere in campo dei genitori sportivi”, è stato il titolo dell’iniziativa che da novembre ad aprile ha visto impegnati i tanti genitori virtussini a confronto con importanti relatori del Team Nazionale della Formazione del Centro Sportivo Italiano.

Il CSI, infatti, è stato il partner formativo che dal principio è stato scelto per competenza, consonanza di idee e prospettive, nella logica di consolidare e rafforzare il legame tra le politiche associative dell’ente di promozione sportiva, a cui la Virtus è affiliata, e le azioni formative della nostra stessa società.

Roberto Mauri, Coordinatore del Team Nazionale, è stato il primo relatore ed ha sviluppato quale argomento principale il ruolo del genitore, il titolo della prima serata infatti è stato: “Genitori e passione sportiva: istruzioni per l’uso”. Nel corso di questo primo appuntamento si sono affrontate questioni delicate partendo da una premessa molto importante ovvero che l’attuale generazione di genitori è la prima ad occuparsi attivamente dello sport dei figli e quindi della necessità di individuare tra società sportiva e genitori stessi un equilibrio nuovo capace di trovare “una giusta distanza tra il bordo campo e l’invasione di campo”. Mauri ha aiutato i presenti a cogliere le numerose e preziose opportunità di questa epoca e quindi ha stimolato la nostra società sportiva a lavorare nell’ottica di rendere lo sport anche uno strumento utile per qualificare al meglio la relazione genitore-figlio. Attraverso lo sport dei figli infatti, il genitore può conoscere meglio se stesso, accettando un terreno di sano confronto (con il figlio stesso, con l’allenatore, con la dirigenza), attraversando un “percorso di separazione” (dal figlio, dall’allenatore…), ri-conoscendo e ri-scoprendo il figlio come altro da sé e condividendo con altri genitori uno stesso cammino. Un percorso certamente faticoso ma necessario per consentire all’attività sportiva di produrre i risultati più importanti da un punto di vista educativo e formativo, raggiungibili solo avendo la consapevolezza di tali dinamiche relazionali e scegliendo come società sportiva di occuparsene attivamente per il bene degli atleti e delle loro famiglie.

Il primo appuntamento ha quindi impegnato tutti noi a viverci come una squadra, chiamata a disputare anch’essa un vero e proprio campionato fatto di accordi chiari e trasparenti, rispetto dei ruoli, condivisione di obiettivi e soprattutto tanto “allenamento” per ottenere partecipazione attiva, comunione d’intenti e crescita complessiva.

Anche nel secondo appuntamento, con Antonio Zambelli del Team CSI, si è continuato ad approfondire i temi di cui sopra con un focus specifico su “Passione, Tifo ed Educazione”. Il valore educativo del tifo è stato infatti al centro del dibattito/confronto con i genitori della Virtus, argomento quanto mai attuale e di grande stimolo; Zambelli ha aiutato i presenti a prendere consapevolezza dell’esperienza formativa insita nel tifo, illustrando modalità diverse per linguaggi e comportamenti, indicando attraverso filmati di grande impatto emotivo, l’enorme potenziale educativo che una sana testimonianza può produrre all’interno di un evento sportivo.

L’importanza di accompagnare e promuovere percorsi di educazione al tifo rivolti ai genitori, ai dirigenti e agli allenatori stessi, prendendo coscienza dei sentimenti e delle emozioni che il tifo stesso produce, ritagliando tempo per discutere e dibattere sui vari atteggiamenti e comportamenti innescati, positivi e negativi che siano, rappresenta un obiettivo fondamentale per qualsiasi società sportiva interessata al bene dei ragazzi.

La sola pubblicazione di vademecum e regolamenti rischia di rimanere sterile e poco incidente: occorre investire in progetti capaci di trasformare nel tempo la mentalità e la cultura sportiva dei vari attori in gioco così da poter modificare alla base l’approccio allo sport da parte di tutte le sue componenti, atleti, allenatori, dirigenti e tifosi/spettatori.

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